RUNTS: convenzione Ministero – Unioncamere per la gestione

Parte il Registro nazionale del terzo settore. Con gestione informatica affidata a Infocamere, la società telematica delle Camere di commercio. È l’effetto della convenzione siglata nei giorni scorsi dal ministero del lavoro e Unioncamere. Accordo che prevede un termine di 18 mesi per rendere tecnicamente possibili iscrizioni e visure.” Ne dà notizia Italia Oggi con un articolo del 05 marzo scorso. Prosegue l’articolo: “Le norme. Il Registro unico nazionale del terzo settore, ai sensi dell’art. 45 del Codice del terzo settore (dlgs 117/2017, in vigore dal 3 agosto scorso) deve essere istituito presso il ministero del lavoro e operativamente gestito su base territoriale e con modalità informatiche in collaborazione con ciascuna regione e provincia autonoma. Il comma 1 dell’art. 53 del decreto prevedeva che entro un anno dalla data di entrata in vigore del decreto 117/2017 (quindi entro il 3 agosto 2018) il ministero del lavoro, previa intesa in sede di Conferenza stato-regioni, avrebbe dovuto definire, con proprio decreto, la procedura per l’iscrizione al Registro. Le regioni e le province autonome, si legge nel secondo comma dell’articolo 53, entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto avrebbero poi dovuto disciplinare i procedimenti per l’emanazione dei provvedimenti di iscrizione e di cancellazione degli enti del terzo settore. Le stesse amministrazioni, peraltro, entro sei mesi dalla predisposizione della struttura informatica avrebbero reso operativo il registro. Proprio la problematicità di predisposizione di tale struttura informatica, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, non ha consentito il rispetto dei termini e quindi ha impedito l’emanazione del decreto di iscrizione al registro.

Le proroga del decreto 105/2018. Il dlgs 105 del 2018, modificando l’art. 101, comma 2 del Codice del terzo settore, in virtù del ritardo di pubblicazione del decreto istitutivo del Runts, ha spostato in avanti di sei mesi (dal 3 febbraio al 3 agosto 2019) il termine entro il quale Onlus, Organizzazioni di volontariato (Odv) e Associazioni di promozione sociale (Aps) possono modificare lo statuto per adeguarlo alle regole degli enti del terzo settore con maggioranze semplici. Almeno per quanto riguarda le Aps e le Odv, (le Onlus perderanno tale qualificazione e dovranno scegliere la loro nuova veste giuridica in un diverso ente del terzo settore), il transito nel Runts potrebbe arrivare già entro l’anno. Infatti, il Runts, in relazione all’accordo ministero del lavoro/Unioncamere potrebbe, subire una notevole accelerazione, ed accogliere almeno gli enti di diritto di cui sopra già nel corso del 2019.”

Statuti: come indicare le attività di interesse generale

L’articolo 5 c.1 del Codice del Terzo Settore elenca le attività di interesse generale che devono essere esercitate (una o più tra esse) in via esclusiva o principale dagli Enti del Terzo Settore diversi da imprese e cooperative sociali. Tale disposizione inquadra gli Enti che, in presenza di altre caratteristiche soggettive e di funzionamento, potranno o non potranno iscriversi al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS).

Si tratta pertanto di una norma che deve trovare piena corrispondenza all’interno dello Statuto dell’Ente di Terzo Settore e diventa perciò in questa fase di modifiche essenziale per procedere. Altrettanto essenziale risulta il chiarimento offerto dalla Circolare ministeriale a firma del Direttore Generale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – Direzione Generale del Terzo Settore e della Responsabilità sociale delle imprese n. 20 del 27 dicembre 2018 con la quale, tra le altre cose, vengono riepilogati i contenuti obbligatori, derogatori (laddove consentito dal Codice) e facoltativi (anche in questo caso laddove indicata tale opportunità dal Codice stesso).

L’indicazione delle materie che in via esclusiva o principale sono esercitate dall’Ente di Terzo Settore, indipendentemente quindi poi dalla specifica qualifica che esso decide di assumere e dalla sua soggettività giuridica (ad es. di associazione o di fondazione), è un contenuto obbligatorio.

La suddetta circolare ministerialie chiarisce sul punto che “Pertanto, l’indicazione delle attività di interesse generale da svolgersi da parte dell’ente costituisce contenuto obbligatorio dello statuto: a tal fine, esigenze di chiarezza e trasparenza nei confronti degli associati, dei terzi e delle pubbliche amministrazioni richiedono che l’individuazione da parte dello statuto delle attività di interesse generale ne consenta una immediata riconducibilità a quelle elencate nel Codice. Ciò potrà ottenersi attraverso la riproduzione delle fattispecie ivi indicate anche con il richiamo alla
corrispondente lettera dell’articolo 5 comma 1.”.

Tutto ciò significa che non sarà più sufficiente indicare le attività svolte lasciando implicito il riferimento a quelle di interesse generale elencate dall’art. 5 c.1 CTS, ma che occorrerà ricondurle espressamente, citandoli, ad uno o più punti del citato articolo. Senza tali elementi, la modifica statutaria non sarà sufficiente per l’iscrizione al RUNTS.