Voglio essere un ETS

Quali sono i requisiti per diventare un Ente del Terzo Settore (ETS)? La mia organizzazione rientra tra gli ETS non commerciali? Quali sono le modifiche statutarie che devo apportare per poter iscrivere la mia organizzazione al RUNTS (Registro Unico degli Enti del Terzo settore)? Per la mia associazione, conviene essere ODV o diventare ETS?

 

Sono solo alcune domande che frequentemente riceviamo dalle Organizzazioni di Terzo Settore riguardo alla Riforma e alla nuova qualifica giuridica di ETS – Ente del Terzo Settore introdotta dal CTS, il Codice del Terzo Settore.

 

La prima ed importante cosa che c’è da sapere è che la Riforma interviene in profondità sulla normativa previgente e pertanto è una cosa che riguarda ciascuna organizzazione, davvero. Anche la tua!

 

La seconda ed altrettanto importante cosa è che la complessità della Riforma, sia per aspetti civilistici e di assetto organizzativo, sia per aspetti fiscali e tributari, implica un suo approfondimento sotto molteplici punti di vista.

 

Col nostro portale, abbiamo voluto mettere a disposizione un primo tutorial gratuito per districarsi nella normativa dei nuovi ETS. Puoi fare da subito un primo passo per capire meglio la Riforma e il suo impatto sulla tua organizzazione. Puoi farlo da solo e in modo facile e gratuito. Segui il percorso sulla Riforma nella sezione ‘Come adeguarsi’.

 

In tre semplici passi, selezionando le opzioni che riguardano la dimensione organizzativa, le attività e i committenti del tuo ETS, potrai ricevere sulla tua email una prima risposta articolata su alcune importanti novità della Riforma che, in base alle caratteristiche della tua organizzazione, dovrai considerare nel percorso di adeguamento.

La Riforma del Terzo Settore si compone di una legge delega (n. 106 del 6 giugno 2016) a cui nel corso del 2017 hanno fatto seguito quattro Decreti Legislativi (sul Servizio Civile Universale, sul 5X1000, sull’Impresa Sociale e il Codice del Terzo Settore) oltre ad un Decreto del Presidente della Repubblica relativo allo Statuto della Fondazione Italia sociale. I diversi Decreti Legislativi fanno inoltre rinvio a provvedimenti attuativi che o in virtù di decreti ministeriali e interministeriali, o per pronunciamenti della Commissione Europea, daranno piena e specifica applicazione alle norme in essi contenuti.

 

Per molti aspetti, difatti, le norme contenute ad esempio all’interno del Codice del Terzo Settore, non sono sufficienti per poter essere applicate. Altre, sono invece entrate immediatamente in stanno progressivamente entrando in vigore in momenti già definiti dagli stessi decreti.

 

In questi mesi, dall’entrata in vigore della Riforma, già alcuni di questi provvedimenti sono stati assunti a livello ministeriale, così come sono state fornite attraverso circolari e provvedimenti direttoriali note interpretative ad esempio relativamente al periodo di transizione.

 

Attraverso il nostro sito puoi seguire tutte le tappe di attuazione della Riforma ed accedere alla documentazione normativa ed interpretativa essenziale per avere un quadro completo ed aggiornato.

La Riforma, in particolare il Codice del Terzo Settore, si propone non solo di armonizzare norme esistenti, ma di innovare e modificare gli assetti all’interno del mondo nonprofit. A partire proprio da questa nuova qualifica giuridica di ETS.

 

Ma quali organizzazioni possono essere ETS e quali sono le caratteristiche deve avere un Ente per qualificarsi come ETS?

 

Chi sono gli ETS?

L’art. 4 ci dice che gli ETS sono le organizzazioni di volontariato, le associazioni di promozione sociale, gli enti filantropici, le imprese sociali, incluse le cooperative sociali, le reti associative, le società di mutuo soccorso, le associazioni riconosciute e non riconosciute, le fondazioni e gli altri enti di carattere privato diversi dalle società costituiti per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale mediante lo svolgimento di una o più attività di interesse generale in forma di azione volontaria o di erogazione gratuita di denaro, beni o servizi, o di mutualità o di produzione o scambio di beni o servizi, ed iscritti nel registro unico nazionale del Terzo settore. Lo stesso articolo ci dice anche chi non può essere ETS e tra questi gli Enti Pubblici e le società private, ma anche i partiti politici, le organizzazioni sindacali e professionali e di rappresentanza di categorie economiche; anche per gli Enti religiosi il Codice si applica limitatamente alle attività di interesse generale a condizioni specifiche individuate dal Codice stesso.

 

Quali attività possono svolgere gli ETS?

L’art. 5 declina invece le attività di interesse generale che possono formare oggetto di attività degli ETS e devono esserlo in via esclusiva o prevalente, potendo questi – qualora sia consentito dagli statuti – esercitare anche attività diverse ma in via secondaria e strumentale a quelle di interesse generale.

 

Quali sono gli aspetti riguardanti gli ETS disciplinati dal nuovo CTS?

Il Codice interviene poi nel definire:

  • La disciplina civilistica generale degli ETS
  • Particolari categorie di ETS: le ODV, le APS, le reti associative, le società di mutuo soccorso, gli enti filantropici ecc.
  • I rapporti tra ETS ed Enti Pubblici
  • Il sistema di promozione e di sostegno agli ETS
  • La disciplina fiscale e tributaria degli ETS
  • Gli obblighi contabili e i controlli
  • Le abrogazioni di norme previgenti e le disposizioni transitorie

Dunque una Riforma complessa, che interviene in profondità in ogni ambito dell’assetto organizzativo dell’Ente di Terzo Settore. Per questo che la Riforma sta naturalmente suscitando interrogativi di ciascuna organizzazione rispetto al proprio status attuale e rispetto agli adeguamenti che saranno necessari.

Se hai quesiti specifici o vuoi che il nostro team segua passo passo la tua organizzazione affiancandola nel percorso di adeguamento previsto dalla Riforma, puoi richiedere la nostra assistenza. Il nostro modello di lavoro è semplice e può essere riassunto in tre passi:

Passo 1 - Audit

Per poter rispondere alle tue domande, dobbiamo comprendere meglio la tua organizzazione e l’impatto che la Riforma può avere su di essa. Per questo abbiamo pensato che il modo più serio ed efficace sia quello di svolgere un audit presso la tua organizzazione.


L’obiettivo dell’audit è comprendere il fabbisogno consulenziale, anche oltre le specifiche domande che vorrai proporci. La Riforma è infatti molto articolata, incide su tanti aspetti civilistici, organizzativi, fiscali e tributari ecc. e un audit consente di mettere in evidenza tutte le aree e le problematiche da affrontare con consulenze mirate.

Passo 2 - Proposta

A seguito dell’audit ti invieremo una proposta di consulenza per svolgere insieme un percorso di adeguamento alla Riforma. Metteremo a disposizione un piano di consulenza specifico, adatto alle tue necessità e capace di rispondere efficacemente ai problemi e ai dubbi attuativi della Riforma nella tua organizzazione.


La proposta comprenderà anche la previsione della composizione del team di consulenti che ti seguiranno e una preventivazione economica per ricevere il servizio. Non resta che valutare da parte tua la proposta e se accettata, potremo dare avvio alle attività.

Passo 3 - Consulenza

Avendo accettato la nostra proposta di consulenza potrai ricevere il servizio richiesto e rispondere così alle domande di adeguamento della tua organizzazione alla Riforma. La consulenza, lo ricordiamo, è personalizzata, non una consulenza generica sulla Riforma, ma ciò che puntualmente servirà alla tua organizzazione per adeguarsi alle novità normative. Dalle modifiche statutarie, alle valutazioni di natura fiscale e tributaria, alle impostazioni del bilancio e del bilancio sociale, ad una consulenza specifica sul fundraising alla luce della nuova Riforma ecc.


Al termine della consulenza sarai inserito nel portfolio clienti premium, che riceveranno gratuitamente gli aggiornamenti della Riforma e potranno beneficiare di particolari agevolazioni sulle attività e i servizi erogati da Myfundraising srls e IRIS s.a.s.