Adeguamento Statuti: attenzione alla scadenza!

Com’è ormai noto, l’adeguamento dello Statuto è stato prorogato al 2 agosto 2019 il termine ultimo per le organizzazioni già costituite prima dell’entrata in vigore del Codice del Terzo Settore che vogliano acquisire la qualifica di ETS. Ciò in virtù della disposizione contenuta nel d.lgs. 3 agosto 2018, n.105, pubblicato sulla GURI del 10 settembre 2018 ed entrato in vigore il giorno successivo, con il quale sono state introdotte, ai sensi dell’articolo 1, comma 7 della l. 6 giugno 2016, n.106, disposizioni integrative e correttive al d.lgs. 3 luglio 2017, n. 117, recante il Codice del Terzo settore.

Tale data appare a questo punto il termine ultimo per il completamento, con la revisione statutaria, del percorso di transizione alle nuove norme del Codice per tutti quelli che saranno i nuovi ETS non in forma di cooperativa sociale o di impresa sociale. Giova rammentare che moltissimi enti hanno tardato l’approvazione delle modifiche statutarie anche a seguito del richiamato decreto correttivo dell’agosto 2018, in attesa di disposizioni applicative, una su tutte il decreto (peraltro non ancora varato) che è chiamato a specificare le attività secondarie e strumentali e la loro configurazione, di cui all’art. 6 del Codice del Terzo Settore, una questione particolarmente avvertita per moltissime organizzazioni che talora gestiscono attività rilevanti non inclusi nell’elenco delle attività di interesse generale e, probabilmente non racchiudibili neanche nella categoria delle attività secondarie (perché talora prevalenti) e strumentali (perché non hanno carattere direttamente strumentale alla realizzazione delle attività di interesse generale).

L’attenzione è stata rimessa al centro degli impegni delle organizzazioni che devono procedere all’adeguamento dalla circolare direttoriale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n.20 del 27 dicembre 2018, con la quale – in chiave interpretativa – sono state tuttavia fornite alcune indicazioni operative riguardo alle modifiche statutarie da apportare. È probabilmente da ritenere tardiva da parte del Ministero tale disposizione chiarificatoria, restringendo ulteriormente a questo punto i termini reali disponibili per coloro che non hanno ancora provveduto alle modifiche.

C’è tuttavia un ulteriore campanello d’allarme da lanciare. Lo facciamo a beneficio soprattutto delle molte organizzazioni che avendo personalità giuridica riconosciuta secondo il DPR 361/2001, che dovranno procedere alle modifiche comunque attraverso un atto pubblico, dunque con la presenza del notaio. Inoltre, tali organizzazioni dovranno aver richiesto ed ottenuto l’approvazione da parte dell’Autorità (Prefettura o Regione, a seconda dell’ambito territoriale di operatività) che ha rilasciato il riconoscimento giuridico. Si tratta pertanto di due passaggi che evidentemente richiedono tempo, il primo per una condivisione delle modifiche con il proprio notaio, la seconda per le tempistiche degli Enti che si annunciano particolarmente lunghi, dato anche il sovraffollamento di richieste che perverranno.

Riformadelterzosettore.it ha istituito una task force di esperti per fronteggiare le richieste delle organizzazioni per:

  • Identificare in base ad un’analisi strategica la tipologia di ETS da adottare
  • Elaborare le modifiche richieste e quelle rese opportune allo Statuto vigente per ottemperare agli adeguamenti al Codice del Terzo Settore
  • Affiancare le organizzazioni nel processo di adeguamento, anche nel caso in cui le organizzazioni stesse abbiano modelli statutari predisposti dalle organizzazioni federative di appartenenza
  • Assicurare una consulenza specialistica personalizzata nei casi in cui sia necessario identificare anche nuovi assetti organizzativi per talune tipologie di attività non più rientranti tra quelle di interesse generale o tra quelle secondarie e strumentali

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Working paper su Cooperative Sociali e Riforma del Terzo Settore

“Le cooperative sociali tra legislazione nazionale, riforma del terzo settore e recenti interventi normativi regionali” è il nuovo Working Paper redatto dal prof. Alceste Santuari del Dipartimento di Sociologia e Diritto dell’Economia – Università di Bologna e pubblicato da AICCON.

Indice-sommario degli argomenti trattati

  1. Le società cooperative tra mutualità interna e mutualità esterna
  2. La cooperazione sociale: inquadramento della fattispecie giuridica
  3. La disciplina normativa nazionale: dalla legge n. 381/1991 alla riforma del diritto societario del 2003 – 3.1. Le diverse tipologie di cooperative sociali – 3.1.1. La cooperazione sociale di inserimento lavorativo e le agevolazioni ad essa riconosciute dal legislatore: fiscalizzazione degli oneri contributivi dei soggetti svantaggiati e deroghe alle procedure ad evidenza pubblica
  4. Le cooperative sociali nella riforma del Terzo settore
  5. Gli interventi normativi a carattere regionale – 5.1. I provvedimenti normativi delle Regioni Toscana e Veneto
  6. La cooperazione sociale: una formula in via di estinzione oppure una forma giuridica in evoluzione?

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Gli obblighi di pubblicità per gli ETS

La Riforma del Terzo Settore introduce alcune importanti novità in tema di obblighi di pubblicità per gli Enti. Uno degli obiettivi della Riforma – quello della trasparenza gestionale e della pubblicità – esce tra l’altro rafforzato dal confronto di queste ultime settimane tra il Governo e il Forum del Terzo Settore come esigenza che da un lato viene posta al mondo del Terzo Settore e, dall’altro come impegno che viene assicurato proprio attraverso le nuove disposizioni normative.

Una prima importante scadenza (che tuttavia non esaurisce gli obblighi di trasparenza e pubblicità) è rappresentata dall’obbligo di pubblicazione online dell’entità dei rapporti finanziari intrattenuti con la Pubblica Amministrazione nel corso dell’esercizio precedente. Tra l’altro, una scadenza che sarà ricorsiva entro il mese di febbraio di ogni anno, con riferimento ai rapporti finanziari dell’anno precedente e che:

  • Si impone come obbligo per gli ETS, pur con alcuni chiarimenti forniti da una recente circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
  • Si propone comunque come opportunità anche per quegli ETS che non ne sarebbero obbligati perché obbligati ad altre forme di pubblicità ovvero non rientranti nella disposizione per via di soglie inferiori a quelle previste a partire dalle quali scatta l’obbligo di pubblicazione online.

La Legge 4 agosto 2017, n.124 – articolo 1, commi 125 – 129 aveva introdotto un adempimento degli obblighi di trasparenza e di pubblicità.

Ai fini del diverso atteggiarsi degli obblighi di pubblicità previsti dalla normativa in esame, cita la circolare direttoriale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali 2/2019 “per i soggetti rientranti nella prima categoria (associazioni, fondazioni, enti che hanno assunto la qualifica di ONLUS, ndr), l’articolo 1, comma 125 prevede la pubblicazione, nei propri siti o portali digitali, delle informazioni relative a sovvenzioni, contributi, incarichi retribuiti e comunque a vantaggi economici di qualunque genere ricevuti nel periodo considerato superiori ad € 10.000,00. Per le imprese, l’adempimento di tale obbligo avviene attraverso la pubblicazione di tali informazioni nella nota integrativa del bilancio di esercizio e nella nota integrativa del bilancio consolidato, ove esistente.”

 

La suddetta circolare chiarisce definitivamente i termini di tale obbligo, anche alla luce di un precedente pronunciamento del Consiglio di Stato.

Cosa occorre inserire all’interno della pagina web del proprio sito istituzionale

a) denominazione e codice fiscale del soggetto ricevente;

b) denominazione del soggetto erogante;

c) somma incassata (per ogni singolo rapporto giuridico sottostante);

d) data di incasso;

e) causale.

 

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Adeguamento degli Statuti: partiamo dal nome

La denominazione sociale per i nuovi Enti del Terzo Settore e per quelli già esistenti è un primo e fondamentale aspetto toccato dalla Riforma e ripreso nella circolare interpretativa del dicembre ultimo scorso emanata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali in riferimento agli adeguamenti statutari.

Come ha ripreso anche CSVnet in un articolo pubblicato sul sito istituzionale, La sigla Ets dovrà essere contenuta obbligatoriamente nello statuto ma l’obbligatorietà del suo utilizzo discende dall’iscrizione al Runts: per questo motivo, nello statuto si dovrà inserire una clausola che acquisti efficacia automatica di integrazione della denominazione successivamente all’iscrizione al registro. Nei casi di qualifiche specifiche, prevale l’utilizzo di quest’ultime. È obbligatorio, infatti, utilizzare le sigle Odv, Aps e Ente filantropico per le singole qualifiche. L’uso di queste locuzioni è prioritario rispetto a quello di Ets. Nel periodo transitorio, Odv e Aps iscritte ai registri territoriali, potranno continuare a utilizzare le loro locuzioni, inserendo negli statuti clausole integrative automatiche per l’utilizzo dell’acronimo Ets. Le reti associative, utilizzeranno la locuzione della singola sezione in cui sono iscritte. Se iscritte a più sezioni, dovranno utilizzare la sigla Ets. Gli “altri enti di terzo settore” dovranno usare la locuzione Ets. Le Onlus dovranno continuare a qualificarsi come tali e inserire negli statuti l’utilizzo dell’acronimo Ets attraverso clausole sospensive condizionate al rispetto dell’adeguamento stesso e all’iscrizione al registro. Gli enti costituiti secondo le norme del codice terzo settore dopo il 3 agosto 2017 devono inserire una clausola automatica integrativa per l’uso della locuzione Ets.”.

Un aspetto – quello della denominazione – dunque molto articolato che riveste tra l’altro una valenza non solo formale. Si pensi ad esempio a cosa ha significato a livello di opinione pubblica la sigla ONLUS in termini di riconoscibilità e di accountability, benché fosse riferibile ad una qualificazione fiscale. Da questo punto di vista si potrebbe persino immaginare che una simile sorte nel tempo possa toccare all’acronimo ETS, e lasciando tale sigla come sottintesa per le OdV, le APS e gli Enti filantropici – come lo è stato nel caso dello ONLUS di diritto che non riportavano nella denominazione la qualificazione fiscale.

Il ragionamento sulla denominazione naturalmente poi rimanda a ciò di cui essa fa sintesi, la natura giuridico-organizzativa dell’Ente di Terzo Settore. A sua volta, tale aspetto investe elementi e tratti distintivi per ciascuna tipologia rispetto alle altre, che necessitano di essere adeguatamente comunicati. Il cambio dello Statuto diventa quindi non solo un’occasione per riprendere il discorso sull’identità e valutare la scelta del tipo di ETS da adottare sulla base di quali prospettive si intendono dare all’organizzazione, ma anche un momento di comunicazione verso gli stakeholder interni ed esterni. Questo aspetto è ancora troppo poco evidenziato, ma siamo certi costituirà un elemento centrale per quegli Enti che, prendendo sul serio il cambiamento in atto, avranno cura di costruire un’appropriata strategia di comunicazione nei confronti di tutti i loro portatori di interesse. Si pensi a cosa questo possa significare ad esempio nella relazione nei confronti dei donatori. Spiegare perché da un certo momento in poi non si sarà più ONLUS ma ETS, od ODV ecc. potrà diventare fondamentale per mantenere e valorizzare una relazione fondata sulla fiducia.

Enti del Terzo Settore: due circolari interpretative sugli adeguamenti statutari e sulle imprese sociali

Circolare ministeriale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 20 del 27 dicembre 2018, con oggetto “Codice del terzo settore. Adeguamenti statutari”, a firma del Direttore Generale del Terzo Settore e della responsabilità sociale delle imprese

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha reso noto a fine anno la pubblicazione di un’importante circolare che chiarisce alcuni termini relativi all’adeguamento degli Statuti da parte degli Enti di Terzo Settore e, in particolare delle OdV, delle APS e delle ONLUS.

“Con la circolare ministeriale n. 20 del 27 dicembre 2018, con oggetto “Codice del terzo settore. Adeguamenti statutari”, a firma del Direttore Generale del Terzo Settore e della responsabilità sociale delle imprese, vengono forniti chiarimenti ai fini del corretto esercizio dell’autonomia statutaria da parte degli enti del Terzo Settore e in particolare delle Organizzazioni di Volontariato, delle Associazioni di promozione sociale e delle Onlus, secondo quanto previsto dall’articolo 101, comma 2, del Codice del Terzo Settore (D.lgs. 3 luglio 2017, n. 117 e ss.mm.ii.), da esercitarsi entro il 2 agosto 2019.

La circolare si pone in continuità con le prime indicazioni sulle questioni di diritto transitorio fornite da questa Amministrazione con la nota direttoriale n. 12604 del 29 dicembre 2017, dedicata alle ODV e alle APS, nonché con l’orientamento espresso dall’Agenzia delle Entrate con riguardo alle Onlus.

Alla circolare è allegato uno schema riassuntivo che ne riporta, in forma tabellare, il contenuto.

Consulta il testo integrale della Circolare n. 20/2018 e della tabella riepilogativa delle modalità di adeguamento statutario da parte degli enti del Terzo Settore

 

Circolare del Ministero dello Sviluppo Economico 3711/C del 2 gennaio 2019, prot. 108 – Registro delle imprese. Problematiche interpretative relative alle imprese sociali e alle cooperative sociali

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha reso noto con la pubblicazione della circolare 3711/C del 2 gennaio 2019, prot. 108 – Registro delle imprese. Problematiche interpretative relative alle imprese sociali e alle cooperative sociali con la quale fornisce appunto chiarimenti sulle problematiche interpretative relative alle imprese sociali e alle cooperative sociali.

In particolare le modifiche agli statuti delle imprese sociali dovranno essere effettuati entro il prossimo 20 gennaio 2019 e, a differenza dell’adeguamento degli statuti degli altri ETS, per essi sarà necessario l’intervento del notaio. A tali modifiche non sono tenute le cooperative sociali e i consorzi di cooperative sociali.

Vai al testo della circolare 3711/C del 2 gennaio 2019

Vai all’allegato della circolare 3711/C del 2 gennaio 2019

 

Di seguito una breve rassegna stampa online sulle due circolari:

CSVnet.it Adeguamento statuti degli enti di terzo settore, tutte le novità

Vita.it Gli adeguamenti statutari secondo la circolare ministeriale del 27/12/2018. Una guida

Italia Oggi Impresa sociale, modifiche agli statuti entro il 20 gennaio

 

Come procedere adesso?

Anche se il termine ultimo per gli adeguamenti statutari appare ancora lontano (eccetto che per le imprese sociali come visto sopra) – lo ricordiamo, il 2 agosto 2019 – in realtà a questo punto non manca molto tempo per procedere. Secondo noi tre sono le domande fondamentali a cui i responsabili degli Enti di Terzo Settore dovrebbero rispondere.

  1. All’interno dell’organizzazione è stata svolta un’analisi approfondita per capire quale tipologia di ETS adottare?
  2. È sufficientemente chiaro quali sono gli adeguamenti obbligatori per la specifica tipologia di ETS prescelta che dovranno essere apportati allo Statuto?
  3. Sono stati determinati con un cronogramma i tempi delle modifiche?

Se ti trovi in una di queste tre fasi e hai necessità di un supporto qualificato, contatta ora lo staff Riformadelterzosettore.it