Appuntamento d’autunno con un seminario riservato!

Appuntamento d’autunno con un seminario riservato!

Anticipiamo ai nostri lettori che in esclusiva per gli iscritti alla newsletter, il team di Riformadelterzosettore.it ha pensato di organizzare un momento seminariale di approfondimento riservato e gratuito per il prossimo autunno.

 

Un’opportunità che volentieri mettiamo a disposizione di chi ha voluto restare in contatto con noi e ha svolto il percorso di adeguamento sul nostro sito web, con un primo report di analisi ed orientamento. L’obiettivo del seminario è quello di offrirvi il quadro aggiornato dello stato di attuazione della Riforma e chiarire i passi formali che le diverse organizzazioni dovranno compiere nei mesi successivi per adeguarsi alle novità normative. L’occasione è inoltre pensata affinché possiate non solo ascoltare ma porre domande e confrontarvi con esperti del settore, ciò che abbiamo riscontrato essere un’esigenza molto avvertita da parte delle organizzazioni e che spesso non è possibile nei corsi di formazione.

 

Collegati a questo seminario iniziale saranno poi organizzati moduli formativi specifici su tematiche inerenti la Riforma, con la presenza dei nostri esperti e consulenti con una formula che abbina la formazione d’aula alla possibilità di accesso ad una consulenza personalizzata “one to one”. Una formula innovativa che va proprio nella direzione di fornire un supporto maggiormente personalizzato alle singole esigenze di approfondimento.

 

Appuntamento dunque a settembre, quando avremo modo di comunicare il programma di dettaglio e le modalità organizzative. Per chi volesse dare una pre-adesione all’iniziativa seminariale può già contattarci rispondendo a questa email e indicando il proprio interesse. La manifestazione d’interesse non comporta alcun impegno alla partecipazione.

Perché dovresti cominciare a valutare le modifiche dello Statuto ma non farle ora…

Perché dovresti cominciare a valutare le modifiche dello Statuto ma non farle ora…

Ce lo stanno chiedendo in molti, associazioni, fondazioni e cooperative che, di fronte alle novità della Riforma si stanno interrogando sulle modifiche da apportare ai propri Statuti. Quando farle? Il nostro orientamento è quello di indicare due piste:

  1. La prima quella di avviare un lavoro di approfondimento, di analisi tecnica delle caratteristiche organizzative, relativo alla missione e alle prospettive di sviluppo dell’organizzazione, ma anche riguardanti le dimensioni economico-patrimoniali, le tipologie di attività ecc. Insomma, una riflessione a tutto tondo sull’organizzazione e sulle prospettive, alla luce della Riforma. Questa infatti offre un tempo di adeguamento ampio (proprio in questi giorni siamo in attesa di un decreto correttivo al Codice del Terzo Settore che dovrebbe essere varato entro il 2 agosto prossimo e, contestualmente, sono state presentate e sono in discussione, proposte parlamentari di proroga dei termini di attuazione della Riforma). Questo tempo molto ampio – a breve quindi capiremo quanto ampio – consente di dedicare tempo ed energie ad un lavoro di analisi e di visione prospettica, cose che di solito se fatte in fretta, in prossimità della scadenza delle modifiche da apportare ai propri Statuti, rischiano di essere fatte poco e male, con evidenti conseguenze anche di lungo periodo. Questo consente alle organizzazioni di non restare immobili di fronte alla Riforma e di avere il tempo necessario anche per poter maturare decisioni strategiche.
  2. La seconda è quella di attendere la revisione materiale degli Statuti. Le ragioni sono più d’una. Ad esempio per quanto concerne le Cooperative sociali, il recente varo del decreto correttivo sull’impresa sociale, non ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale, sposta il termine da 12 a 18 mesi, mettendo quindi a disposizione ulteriori 6 mesi per provvedere alla luce anche delle ultime novità introdotte per quanto applicabili alla normativa speciale sulla cooperazione sociale. Ma anche le associazioni da questo punto di vista non fanno differenza. Accennavamo nella precedente newsletter l’opportunità di attendere il decreto ministeriale applicativo relativo alle attività secondarie e strumentali a quelle di interesse generale. È evidente che un frettoloso intervento sullo Statuto relativo alle attività di interesse generale, lascerebbe non del tutto ferma invece la partita su quelle secondarie e strumentali, con la necessità eventuale di re-intervenire in un secondo momento sul punto.

Approvato il decreto correttivo sull’impresa sociale

Approvato il decreto correttivo sull'Impresa Sociale

Il Consiglio dei Ministri, nella seduta di ieri, 17 luglio 2018, ha provveduto ad approvare, in esame definitivo, il decreto correttivo sull’impresa sociale. A seguito dell’emanazione il 3 luglio 2017 e la successiva pubblicazione in Gazzetta Ufficiale il 18 luglio 2017, a distanza di un anno, era atteso il varo di alcuni correttivi al decreto legislativo n. 112.

Si tratta appunto di alcuni correttivi, e non di provvedimenti attuativi dello stesso che sono ancora attesi. Di seguito il comunicato stampa a conclusione del Consiglio dei Ministri:

 

“IMPRESA SOCIALE

 

Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 112, recante revisione della disciplina in materia di impresa sociale, ai sensi dell’articolo 1, comma 7, della legge 6 giugno 2016, n.106 (decreto legislativo – esame definitivo)

 

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali Luigi Di Maio, ha approvato, in esame definitivo, un decreto legislativo che, in attuazione della legge di riforma del Terzo settore, dell’impresa sociale e per la disciplina del servizio civile universale (legge 6 giugno 2016, n.106), introduce disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 112, relativo alla revisione della disciplina in materia di impresa sociale.

 

Gli interventi correttivi e integrativi previsti riguardano l’utilizzazione dei lavoratori molto svantaggiati e dei volontari, l’adeguamento degli statuti delle imprese sociali e le misure fiscali e di sostegno economico.

 

In tale quadro si prevede, tra l’altro, l’introduzione di un limite temporale di 24 mesi, a partire dalla data di assunzione, ai fini del computo della quota di lavoratori definiti “molto svantaggiati” dipendenti dell’impresa sociale; l’inserimento di una clausola di salvaguardia della normativa in tema di società cooperative, volta a garantire che le operazioni straordinarie avvengano nel rispetto delle finalità tipiche e dell’identità specifica dell’impresa sociale in forma cooperativa e l’introduzione di limiti più stringenti all’impiego di volontari nelle imprese sociali, con la previsione che l’azione dei volontari stessi debba essere aggiuntiva e non sostitutiva di quella dei lavoratori impiegati.

 

Sono inoltre previsti interventi correttivi sul versante fiscale, tra cui la previsione della non imponibilità delle somme destinate al versamento del contributo per l’attività ispettiva e delle somme destinate a riserva e, al contempo, della imponibilità di qualsiasi distribuzione di utili ai soci, anche qualora ciò avvenga sotto forma di aumento gratuito del capitale nei limiti delle variazioni ISTAT. Si introducono altresì modificazioni alla disciplina degli investimenti nel capitale delle imprese sociali, per precisare che gli investimenti agevolabili devono essere eseguiti dopo l’entrata in vigore del decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 112, e che la qualifica di impresa sociale deve essere acquisita da non più di cinque anni. In questo modo, la disciplina viene allineata a quanto previsto dalla normativa sulle start-up innovative (art. 25 del decreto legge n. 179 del 2012), già approvata da parte della Commissione Europea.

Infine, si amplia da 12 a 18 mesi il termine entro il quale le imprese sociali già costituite devono adeguarsi alla nuova disciplina.

Il testo tiene conto dei pareri espressi dalle Commissioni speciali costituite per l’esame degli atti presentati dal Governo.”

Nei prossimi giorni è attesa la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale e la possibilità di avere quindi anche un testo integrato della disciplina sull’impresa sociale. Appena ne avremo disponibilità, provvederemo a pubblicarlo nella sezione “La Riforma” del nostro portale, per una facile e immediata consultazione.

 

Atteso adesso anche il decreto correttivo del Codice del Terzo Settore, entro il 2 agosto p.v., considerando anche in questo caso un anno dalla pubblicazione del Decreto legislativo n. 117 il 2 agosto dello scorso anno. Su entrambi i decreti, nelle scorse settimane le Commissioni parlamentari avevano svolto le audizioni con le parti interessate, tra queste il Forum del Terzo Settore. Una tra le principali richieste rappresentate era la proroga dei termini per la revisione degli Statuti, uno degli aspetti cruciali, per i quali sarà necessario – anche in questo caso – l’emanazione di alcuni decreti ministeriali e provvedimenti attuativi per avere un quadro di dettaglio su cui gli ETS (Enti del Terzo Settore) dovranno muoversi. A titolo esemplificativo, l’articolo 6 del CTS, introduce la possibilità per gli ETS di esercitare “attività diverse da quelle di cui all’articolo 5”, ossia le attività di interesse generale, a condizione che l’atto costitutivo o lo statuto lo consentano e siano “secondarie e strumentali” rispetto alle attività di interesse generale. Non quindi ogni altra attività diversa da quelle di interesse generale, ma attività ad esse secondarie e strumentali. Tuttavia per declinare il carattere strumentale e secondario di tali attività è necessario – e previsto dallo stesso articolo 6 del CTS – un decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, che definisca criteri e limiti delle stesse. Si tratta di uno dei molti provvedimenti attuativi ancora mancanti e – in questo caso – indispensabili per procedere ad una revisione statutaria in linea con le novità normative.

 

Per tornare al decreto integrativo e correttivo della disciplina sull’impresa sociale, dal comunicato governativo, emerge un intervento che non stravolge l’impianto complessivo né il quadro agevolativo (seppure con le novità rispetto agli investimenti per i quali la normativa si allinea alla disciplina delle start-up innovative e, sul piano fiscale, con le specifiche novità relative alle somme non imponibili o al contrario imponibili, es. rispetto agli utili reinvestiti). L’impresa sociale continua ad essere nel quadro normativo attuale, una prospettiva particolarmente interessante di sviluppo, non solo (ma anche) per le organizzazioni di terzo settore che si troveranno nella condizione (o nella convenienza) di separare alcune attività attualmente esercitate ad es. come soggetto associativo di volontariato o di promozione sociale, ma anche come prospettiva di sviluppo autonoma.